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Confini-colabrodo, l'Ue si sveglia. Ecco l'esercito di frontiera unico

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Posted on: 12/12/15
I confini europei sono dei colabrodo, i numeri parlano chiaro: nel 2015 sono arrivati quasi mezzo milione di migranti e oltre 3mila hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere un paradiso che non c'è. Bruxelles si è destata con ritardo nell'affrontare l'emergenza e ora si muove come un elefante in una cristalleria, spinta dalla Francia e dalla Germania. Che cosa bolle in pentola' L'Ue vuole creare una nuova «Agenzia europea dei confini e delle guardie costiere» che sostituirà il Frontex e avrà maggiori poteri. D'altronde, era inevitabile che prima o poi si mettesse mano alla spinosa questione. Nelle scorse settimane la Grecia è stata accusata di non aver registrato e identificato migliaia di profughi che hanno chiesto asilo ed è stata minacciata di sospensione del Trattato di Schengen da diversi membri dell'Unione. Ma anche l'Italia di Renzi ha contribuito ad alimentare l'emergenza, non solo per la sua folle politica delle porte aperte, ma per non aver preso «i dati personali e le impronte digitali, in molti casi intenzionalmente», come ha denunciato il ministro degli Interni bavarese Joachim Hermann. Quindi, oltre a non censire chi arriva, rischiamo pure di far passare dei malintenzionati in mezzo ai profughi, come è accaduto in Grecia, dove sono sbarcati due dei kamikaze che si sono fatti esplodere a Parigi. Ben venga, quindi, un maggiore controllo delle frontiere esterne.C'è però un'altra faccia della medaglia nella proposta di una nuova polizia di frontiera europea, che sarà formalizzata martedì prossimo dalla Commissione Ue e dai capi di Stato e di governo. Secondo alcune indiscrezioni raccolte dal Financial Times, infatti, sarà Bruxelles a decidere dove e come impiegare queste forze.«L'obiettivo è quello di arrivare a una gestione più integrata delle frontiere esterne è scritto nella bozza - fra l'altro dando all'agenzia più competenze nei settori della gestione dei confini e dei rimpatri rispetto a quelle attuali di Frontex». In caso di emergenza ai confini esterni di un Paese, l'intervento dei poliziotti della nuova agenzia sarà possibile entro tre giorni. Le guardie di frontiera europee saranno messe a disposizione dai Paesi membri, che costituiranno un pool di almeno 1.500 uomini prelevandoli dalla propria polizia di frontiera.L'idea, secondo alcune fonti qualificate dell'Unione europea, è di intervenire dove necessario in collaborazione con le autorità nazionali. «Le decisioni sulle attività specifiche dell'agenzia, da svolgere ai confini di un Paese membro o nelle sue immediate vicinanze - è riportato nella bozza - dovranno essere approvate dal rappresentante dello Stato nel consiglio direttivo dell'agenzia». Ma potrebbe anche essere la Commissione Ue a decidere sull'impiego delle guardie di frontiera: l'obiettivo è che «si possa imporre l'invio, anche di fronte a Paesi riluttanti». In questo caso verrebbero adottate misure come quelle usate per l'apertura di procedure d'infrazione in caso deficit eccessivo.Insomma, anche sulla gestione delle frontiere l'ultima parola spetterà a Bruxelles. Alla faccia della sovranità nazionale.




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