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Allegri per la storia Il Toro da mezzo secolo è un tabù di coppa

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Posted on: 12/16/15
Davide PisoniDa qualunque parte lo guardi ci leggi la storia. I derby sono così, quello di Torino più di tutti. La bella e la bestia. La Signora e il Toro. Ogni sfida è il capitolo di un romanzo. Il titolo di questa sera è la verità. Perché qualifica ai quarti della coppa nazionale e quindi pronuncia una sentenza, ma anche perché elegge i padroni della città del 2015. Trono virtuale in un'annata in cui Juve e Torino sono alla pari in tutto: una vittoria a testa, stessi gol segnati e subiti. Il due a uno dell'Olimpico con tanto di bomba carta, per celebrare il ritorno alla vittoria granata dopo vent'anni; il due a uno di Halloween con la strega Cuadrado a decidere all'ultimo minuto come Pirlo l'anno precedente. E la partita di stasera non vuole essere da meno, destinata a fare storia comunque vada. Il Torino è da cinquant'anni che elimina i cugini dalla Coppa Italia: è successo cinque volte. L'ultima volta bianconera è datata proprio 1965, mezzo secolo fa tondo tondo: semifinale decisa da Menichelli. E che la storia del derby della Mole s'intrecci proprio nella moderna Tim Cup lo conferma la prima coppa juventina arrivata proprio in una finale-derby nel 1938. Juve che da allora è arrivata a quota dieci, l'ultima vinta proprio quest'anno. Ad Allegri piace leggere la storia tanto che dice di volere centrare quel bis in coppa Italia che non riesce alla Signora da quasi sessant'anni. Ma l'allenatore bianconero deve fare i conti con quel Ventura al quale fa gli applausi «perché rimanere su una panchina come quella del Toro per cinque anni di seguito non è facile». E proprio stasera Ventura supera un monumento come Gigi Radice per panchine granata consecutive: centonovantaquattro. Altro pezzo di storia che scrive il derby di coppa grazie anche alla nebbia di Reggio Emilia. Infatti il Torino nell'ultimo turno di campionato si è riposato per il rinvio della sfida con il Sassuolo, mentre la Juve ha giocato domenica sera contro la Fiorentina. Un piccolo vantaggio, ma non ditelo ad Allegri («niente polemiche»), semmai ai soloni che polemizzano sui calendari e su squadre più o meno riposate. E comunque si gioca allo Juventus Stadium, quindi il fattore campo bilancia a prescindere i presunti vantaggi. Vincere il derby che apre la novena di Natale, oltre a un dolcissimo panettone, serve a sistemare i conti in città di questa prima parte di stagione. In cui il Torino ha avuto anche otto punti di vantaggio in campionato dopo cinque giornate, poi la Juventus proprio nel derby ha completato la rimonta agganciando i cugini in classifica e soprattutto quella partita ha dato il via alla striscia di sei vittorie consecutive che ha riportato in zona Europa la Signora. Invece per il Toro quella notte stregata è stata l'apice di una crisi, dalla quale ha dato l'impressione di essere uscito. Ma se la conferma arrivasse nel derby, potrebbe essere l'inizio di un'altra storia. Come per la Juve: Allegri a primavera la vuole in corsa su tutti e tre i fronti. Il derby fa sempre la storia.




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