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Affari, fede e tanta arte. Ecco come il Giubileo è cambiato nei secoli (facendo grande Roma)

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Posted on: 12/06/15
La professoressa Lucetta Scaraffia ha insegnato storia contemporanea alla Sapienza di Roma. È esperta di storia religiosa e si è a più riprese occupata dei giubilei della Chiesa cattolica (ha appena pubblicato per il Mulino: Le porte del cielo. I giubilei e la misericordia, pagg. 148, euro 13). Le abbiamo chiesto di raccontarci il senso dell'Anno Santo e come è cambiato nei secoli.Cos'è un Giubileo'«Un anno di grazia in cui si può sperare di ricominciare da capo. In cui si può sperare di azzerare il fardello dei nostri peccati, dei nostri errori».Esiste anche in altre religioni'«Nel senso della remissione dei peccati non mi sembra proprio».Quali sono le basi dottrinali'«Non sono basi molto forti. Bonifacio VIII che organizzò il primo Anno Santo, nel 1300, si rese conto che erano molto fragili. Allora, essendo un fine giurista, Bonifacio si rifece a una presunta tradizione orale dicendo che la documentazione scritta era andata perduta per guerre e devastazioni».La Porta santa' È la parte più scenografica delle cerimonie...«Quella è stata una geniale idea di Alessandro VI. Scoprì, anche in quel caso, che esisteva una tradizione popolare. I romani credevano che nella vecchia basilica di San Pietro esistesse una porticina d'oro, murata, attraversando la quale si veniva purificati dai peccati. Alessandro VI capì il potenziale di quella immagine, studiò un rito di forte impatto con il suo cerimoniere, il Burcardo (il vescovo Johannes Burckardt ndr). Fece murare una delle porte minori di San Pietro e poi la aprì di fronte ai fedeli. Anche i mattoni rotti a quel punto si trasformarono in reliquie. Niente simboleggia meglio della porta l'idea del passaggio».Bonifacio VIII e Alessandro VI. Due papi molto discussi...«Non furono diversi o peggiori di altri papi delle loro epoche. Ma ebbero come avversari l'uno Dante Alighieri, l'altro il Savonarola e questo ha danneggiato la loro immagine. Di certo entrambi ebbero a cuore il prestigio della Chiesa e il ruolo centrale di Roma nella cristianità, e, in questo senso il Giubileo si rivelò fondamentale».Per fare di Roma il centro della cristianità'«Il giubileo nasce quando raggiungere Gerusalemme diventa sempre più difficile. C'erano altri luoghi che potevano contendere a Roma il suo ruolo di catalizzatore dei pellegrinaggi e della fede. Basta pensare a Santiago de Compostela o a Parigi, grazie a tutte le reliquie che vi avevano accumulato i re di Francia. Roma poteva contare sulle tombe di Pietro e Paolo e su molto altro, ma di certo il Giubileo ha avuto un suo peso nella sua affermazione come centro della cristianità».La questione delle indulgenze ha sempre fatto discutere...«Guardi si può persino dire che l'acquisto delle indulgenze ha dato un grande stimolo allo sviluppo dell'attività bancaria in Francia, Italia e Inghilterra. In Germania no, niente lettere di cambio. E la vista dei carri carichi di denaro in viaggio verso l'Italia ha aiutato le tesi di Lutero».Il Giubileo per i romani è sempre stato un affare'«Indubbiamente, negli anni giubilari tutti i romani, come raccontano alcuni cronisti, si trasformavano in albergatori. E molta delle architetture più famose della città, a partire dalla stessa San Pietro, sono state costruite anche con i soldi ricavati dai giubilei. Vale anche per la Fontana di Trevi o la scalinata di Trinità dei Monti. L'architettura della città, nelle intenzioni dei pontefici doveva dare ai pellegrini un assaggio della bellezza del paradiso».I giubilei del '900 hanno portato meno alla città'«Sono stati giubilei diversi, sia per spirito che per modalità di svolgimento. Dal punto di vista architettonico hanno lasciato poco. Qualche chiesa in periferia e dall'estetica discussa. Forse la costruzione più rilevante è l'aula Nervi voluta da Paolo VI».Eppure il giubileo del 2000 è stato un successo.«Il giubileo di Wojtyla è stata l'unica vera celebrazione del nuovo millennio. La sola celebrazione che abbia avuto un impatto planetario. Del resto la Chiesa è stata l'unica istituzione capace di attraversa per intero questi duemila anni di storia. È stato un Giubileo fondamentale. Ma un giubileo moderno orientato sull'interiorità. Molto meno sul peccato o sull'aldilà. Quella che si cerca è una conversione nella nostra vita terrena. Non ci piace più parlare del dopo, della morte».I giubilei meno riusciti'«Il secolo più difficile per i giubilei è stato l'Ottocento. Il giubileo del 1825 fu disertato. Nel 1850 saltò, non c'erano le condizioni. Nel 1875 saltò perché il papato era chiuso in se stesso dopo la perdita del potere temporale. Ancora il giubileo del 1900 fu fatto in sordina, quasi di nascosto. I pellegrini portavano delle croci pieghevoli che aprivano solo durante i riti».Il Giubileo di Papa Francesco è il primo a essere così aperto verso le altre religioni'«No, l'apertura alle altre religioni e anche agli atei risale al giubileo del 1975. È stato Paolo VI a formularla in maniera chiara: L'invito si allarga nei grandi cerchi dell'umanità non cristiana... E Wojtyla ha ribadito il cambiamento di senso del Giubileo collegandolo anche alla remissione del debito dei Paesi del Terzo mondo».E allora quali sono le peculiarità del Giubileo di Papa Francesco'«Le ha ben spiegate nella lettera a monsignore Fisichella. La possibilità che siano i sacerdoti a concedere l'assoluzione per l'aborto, cosa che potevano fare solo i vescovi. E il fatto che anche nella cappella delle carceri si possa ottenere l'indulgenza. La porta delle celle come porta giubilare».Per questo Giubileo si discute molto di sicurezza.«Il tema della sicurezza negli Anni santi c'è sempre stato. I Giubilei del '500 erano pericolosissimi. Sia per la diffusione delle epidemie sia per l'aumento di truffe e furti. Aumentavano e anche le risse e la prostituzione».




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